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Il caso Westpole / PA Digitale: cosa insegna l'attacco che ha paralizzato 1.300 enti italiani

Dicembre 2023: ransomware LockBit 3.0 al data center Westpole. Settimane di disservizi su anagrafe, protocolli, delibere di centinaia di Comuni. Le lezioni di supply chain security.

Pubblicato il Aggiornato il 7 min di letturaPrivacy Masters

L'8 dicembre 2023 un attacco ransomware del gruppo LockBit 3.0 ha colpito il data center di Westpole, fornitore cloud di PA Digitale, software house che eroga gestionali (J-Iride, J-City, J-Demos) per la pubblica amministrazione locale italiana. Il blast radius ha investito oltre 1.300 enti pubblici secondo il bollettino ACN.

L'impatto reale

  • Blocco di delibere e determine (J-Iride per la gestione documentale).
  • Sospensione dei protocolli informatici, con impossibilità di registrare atti in entrata e uscita.
  • Disservizi sui portali del cittadino, anagrafe, tributi, servizi sociali.
  • Tempi di ripristino di settimane, con impatto su scadenze amministrative e fiscali.

Cosa è successo dal punto di vista tecnico

Secondo le ricostruzioni rese pubbliche da ACN e dai principali analisti italiani, l'attacco ha sfruttato accessi a un'infrastruttura virtualizzata, con cifratura di volumi e backup raggiungibili dalla stessa rete, rendendo il ripristino lento e complesso.

Le lezioni di compliance

1. La supply chain è il vero perimetro. Migliaia di enti hanno subito un attacco senza essere stati attaccati direttamente. La NIS2 (art. 21 par. 2 lett. d) e DORA (art. 28 ss.) impongono ora valutazioni di sicurezza dei fornitori ICT e clausole contrattuali specifiche.

2. Backup off-site e immutabili. Backup nello stesso ambiente del produttivo non sono backup. La regola 3-2-1 (3 copie, 2 supporti diversi, 1 off-site/offline) è il minimo. Backup immutabili (WORM/object-lock) sono lo standard di riferimento.

3. Notifica e gestione incidenti. L'episodio ha mostrato come la mancanza di playbook di incident response e di canali di comunicazione predefiniti rallenti drammaticamente il ripristino e la comunicazione agli interessati.

4. Responsabilità ex art. 28 GDPR. Per i Comuni colpiti, Westpole/PA Digitale agivano come responsabili del trattamento: il titolare resta responsabile della scelta del responsabile e delle misure tecniche e organizzative, ai sensi dell'art. 24 GDPR.

5. Diversificazione e business continuity. Single point of failure su un unico fornitore ICT regionale o nazionale è un rischio che va mappato nel piano di continuità operativa (BCP/DRP).

Cosa fare oggi

  • Inventario dei fornitori ICT critici e mappatura delle dipendenze.
  • Audit dei contratti DPA: clausole su sicurezza, sub-responsabili, audit, notifica incidenti, exit strategy.
  • Test periodici di ripristino dei backup (un backup non testato è un backup ipotetico).
  • Tabletop exercise di incident response che includa scenari di compromissione del fornitore.

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